IBR 2018

Calano le aspettative di crescita in Europa e USA

Continua l’ottimismo generale delle imprese a livello mondiale per un ceo su due. In Cina le aspettative di crescita salgono del 14% mentre nella UE e negli Stati Uniti diminuiscono rispettivamente del 14% e 11%. Aspettative positive sui ricavi per il 59% degli intervistati delle 36 nazioni analizzate.

 

Milano, 17 luglio 2018 - Nonostante le aspettative di crescita nei ricavi per i prossimi 12 mesi, sono attese diminuzione negli investimenti delle imprese per affrontare l’attuale ciclo economico, che potrebbe essere entrato in una nuova fase di minor sviluppo, condizionato da diversi fattori macroeconomici internazionali come le politiche protezionistiche degli Stati Uniti e della Cina, le incertezze derivanti dall’incremento dei consensi verso i partiti populisti nell’Unione Europea.

Tra gli indicatori dell’International Business Report di Grant Thornton relative alle interviste a 2.500 Ceo di 36 nazioni durante il secondo trimestre sulle prospettive per i prossimi 12 mesi emerge quanto segue:

Rispetto alle attese record dichiarate durante il primo trimestre per il 61% del campione, l’ottimismo globale nel secondo trimestre si attesta al54%.

Andamenti divergenti tra le aspettative delle principali economie mondiali: per la Cina su dell’14% raggiunge il consenso per il 79% degli intervistati, per Stati Uniti riduzione del 11% a 78% degli intervistati mentre per la UE scende dell14% al 46% del campione. A livello di singole nazioni, per gli imprenditori italiani il consenso si dimezza, passando dal 30% al 16% degli intervistati, per la Francia da 75% a 38%, in UK da 31% a 17% per le incertezze legate agli impatti negativi attesi post Brexit, in Germania dall’80% al 74%.

“Le preoccupazioni sull’andamento dell’economia europea sono legate alle incertezze sul futuro degli accordi e sviluppo della UE in relazione alla crescita di consenso sociale nelle politiche economiche protezionistiche interne di alcune nazioni, come Italia, Inghilterra, Germania, Ungheria, Austria – afferma Sandro Gherardini, managing partner di Ria Grant Thornton. Le attese dei business leader sono meno favorevoli riguardo all’economic outlook, nonostante le aspettative di incremento per i ricavi nel breve periodo. Una parte degli economisti sono propensi a pensare che l’attuale ciclo economico di sviluppo abbiamo ormai raggiunto il suo picco e sia in fase di esaurimento. L’industria a livello mondiale dovrà sempre più confrontarsi con gli impatti mai così negativi prodotti sull’ambiente, sui cambiamenti climatici, sui modelli di consumo e al tempo stesso di scarsità di cibo in relazione alla crescita delle popolazioni che secondo le Nazioni Unite potrebbe raggiungere i 9 miliardi di persone entro il 2050. Gli accordi di Parigi del 2015 hanno segnato una linea storica e definito gli obiettivi di sviluppo sostenibile che tutte le nazioni assieme dovranno raggiungere entro il 2030”.

A livello globale le attese di crescita del business e dei ricavi per i prossimi 12 mesi per il 59% degli intervistati rispetto al 57% precedente. In particolare negli Stati Uniti gli ottimisti salgono al 76% degli intervistati mentre in Cina al 62%. Riguardo gli altri indicatori a livello mondiale: occupazione in aumento per 35% del campione (rispetto al 36%), la profittabilità al 48% (+ 2pp).

Un manager su 5 si augura un incremento degli investimenti delle aziende in ricerca e sviluppo mentre uno su due in tecnologia. Un valore di consenso stabile negli ultimi due anni di analisi.

 

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