Roma, 23 dicembre 2020 - Secondo l'ultimo International Business Report (IBR) di Grant Thornton, ricerca effettuata a livello globale su circa 5.000 dirigenti di imprese del mid-market presenti in 29 nazioni tra cui l’Italia, nel secondo semestre 2020 (H2) si registra un aumento delle risposte relative all'indicatore "ottimismo" da parte delle aziende (da 43% nel H1 2020 a 57%) per quel che riguarda le aspettative economiche per il 2021.

Nonostante queste aspettative positive a livello mondiale che potrebbero nel lungo periodo portare dei benefici, se approfondiamo le risposte date dai imprenditori e manager italiani ed europei intervistati, le risposte sugli indicatori relativi all’ottimismo sono meno positivi, attestandosi rispettivamente al 33% e 36% nel H2 2020, entrambe inferiori a quella globale. In parte da attribuire a maggiori attese, a livello globale al  52% per il 2021, nel calo degli ordini (era 41% nel H2 2019). Un altro fattore che potrebbe rallentare la crescita globale è l’incertezza economica la quale nonostante i piccoli miglioramenti della prima metà del 2019, post il primo lockdown, nel secondo semestre 2020 torna a peggiorare, con le aspettative che sfiorano il massimo storico, dove quasi due risposte su tre (62%) identifica come principale rischio per lo sviluppo (in Italia il 61% degli intervistati).

A livello globale, migliorano le previsioni sui ricavi e sulla redditività per il 2021 rispetto alle risposte della prima metà dell'anno condizionate negativamente dallo scoppio della pandemia e primo lockdown, con un incremento atteso dal 54% dei manager intervistati nel H2 2020. Alla domanda "che impatto sui ricavi si aspettano nel post Covid-19?” Risultano ottimisti il 26% degli intervistati per il 2021, con aspettative per una ripresa a livello globale che passa dal 34% del H1 2020 al 45%del H2 2020. Le risposte dei manager evidenziano un sentiment positivo anche sulla redditività, nonostante il contesto economico difficile, con previsioni globali in crescita dal 32% nel H1 2020 al 44% nel periodo successivo al primo lockdown, anche l’Italia mostra una crescita, seppur contenuta, delle aspettative che passano dal 25% al 28% per il 2021.

Vengono sottolineati inoltre dati positivi per quanto riguarda l'export con una crescita delle aspettative a livello globale nella seconda parte del 2020 che si attesta al 34% era al 9% nel H1 2020. Il mercato italiano, in particolare, rispetto alle risposte nel primo semestre 2020, mostra un incremento significativo passando dal 16% a 32% riguardo all'indicatore export per i prossimi mesi.

Un altro fattore positivo per lo sviluppo del business a livello globale è legato alla centralità del capitale umano, con il 50% delle aziende (aspettativa più alta rispetto agli altri anni per questo tema), che intende assumere impiegati altamente qualificati nel prossimo anno, nonostante il periodo di incertezza economica. Nello specifico tale intenzione è confermata dal 38% dei manager intervistati mentre era il 28% nel H1 2020. A guidare tale incremento, secondo i risultati del Report, sono soprattutto i settori ad alta innovazione tecnologica e quello energetico.

Per gli intervistati risulta importante investire nei giusti driver di sviluppo tra i quali spiccano sempre di più le attività di R&S che puntano prioritariamente sulla sostenibilità e l’innovazione tecnologica che sono ritenute parte della strategia più efficace dal 39,1% delle aziende a livello globale. Il mercato italiano in termini di ricerca e sviluppo mostra un'interessante aspettativa di crescita (42% nel H2 2020 vs 29% nel H1 2020) avvicinandosi alla media globale del 44%.

Nonostante questa crescita attesa negli investimenti cresce la preoccupazione per la carenza di finanziamenti sia a livello Europeo che sul mercato globale (46% nel H2 2020 vs 37% nel H2 2019), specialmente nei settori più colpiti ovvero turismo e finanziario, entrambi con il 56% delle risposte nel H2 2020.

"In conclusione, dalle risposte date dai manager si evince un prudente ottimismo a livello globale con aspettative in crescita (57%) nel 2021 da parte di chi è stato intervistato nella seconda metà del 2020, come dai risultati di questo report, soprattutto da parte delle imprese operanti nei settori innovazione, digitale e tecnologici. Tuttavia, in alcune aree geografiche continentali tra cui l’Europa, Italia inclusa, le risposte con previsioni positive degli imprenditori sono inferiori rispetto a quelle a livello globale. Per chi guida le imprese aspettative negative per il 2021 riguardo agli impatti dovuti dall’incertezza economica e dalla carenza di finanziamenti e ordini che potrebbero condizionare in maniera significativa la ripresa dei mercati globali.  Sono invece aumentate le prospettive di crescita per investimenti nel campo di R&S, specialmente in settori ad alta innovazione tecnologica e riguardo ai cambiamenti legati a una maggiore sostenibilità aziendale ed economia circolare, con un maggior numero di aziende che prevede di trovare più facilmente personale ad alta specializzazione. In questo periodo in cui l'emergenza da Covid-19 ha accelerato gli investimenti e le opportunità offerte alle imprese dal progresso nelle tecnologie digitali, imprenditori e manager hanno una grande occasione per trasformare la pelle delle organizzazioni migliorando e ridefinendo il modo di fare business puntando su un cambio culturale, sull'efficienza, sull’innovazione e su una forza lavoro qualificata" - " – afferma Alessandro Fusellato, CEO di Grant Thornton Consultants.

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