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COMUNICATO STAMPA

Women in Business 2021

Roma – 25 febbraio 2021. Secondo i dati dell’ultimo report “Women in business 2021” di Grant Thornton, ricerca effettuata a livello globale su circa 5.000 imprese del mid-market in 29 nazioni tra cui l’Italia, la prima parte del 2021 evidenzia segnali di ottimismo passando dal (29%) nel 2020 al (31%) di donne che occupano una posizione nel senior management. Inoltre, sempre sul mercato globale, cresce la percentuale di imprese con almeno una donna nell'alta dirigenza (90% nel 2021 vs 87% nel 2020).

Tra i risultati delle risposte degli intervistati emerge una crescita rilevante riguardo alle donne che ricoprono la posizione di amministratore delegato (26% nel 2021 vs 20% nel 2020) e CFO (36% nel 2021 vs 30% nel 2020).  Questo sentiment positivo riflette un numero più elevato di azioni intraprese dalle aziende negli ultimi sei mesi per migliorare e preservare la parità di genere e valorizzare il valore femminile all’interno della leadership aziendale. Analizzando le risposte delle e dei manager intervistati, le due azioni che sono state implementate maggiormente a livello globale sono state la garanzia della parità di accesso alle opportunità di lavoro e di sviluppo (39% nel 2021 vs 34% nel 2020) e la creazione di una cultura inclusiva all’interno della propria azienda (36% vs 34% nel 2020). Riguardo alla parità di accesso, l’Italia (26%) riporta un dato inferiore alla Spagna (35%) e agli USA (48%) ma superiore a nazioni come la Germania (23%).

In Italia si può migliorare ed accelerare il processo di equilibrio di genere e di valorizzazione del talento femminile inteso come opportunità per una cultura aziendale maggiormente multidisciplinare, innovativa e competitiva”afferma Barbara Guglielmetti, Senior Manager di Ria Grant Thornton. “Si registra un leggero miglioramento rispetto al 2020 nelle risposte degli intervistati (29% vs 28%) sulle donne in posizione di vertice ma tale risultato non si conferma se estendiamo il confronto con la media mondiale (31%) e con singole nazioni europee come Francia (33%) e Germania (38%)”.

Un altro aspetto negativo è mostrato dal tipo di carica che una donna occupa nei ruoli di vertice nelle imprese italiane. Rispetto al 2020 solamente le posizioni di CFO (30% vs 29%) e Chief Marketing Officer (22% vs 16%) sono in crescita ma restano comunque inferiori a quelle globali, rispettivamente (36%) e (23%). Funzioni come l’Amministratore Delegato, ad esempio, oltre ad essere dirette da un minor numero di donne rispetto al 2020 (18% vs 23%) e inferiori rispetto a paesi come Germania (27%) e USA (28%), corrispondono solo alla metà della percentuale globale (36%).

Le interviste sottolineano inoltre l’impatto del Covid-19 e di come i nuovi modi di lavorare (tra cui lo Smart working) influenzano la leadership aziendale. A livello globale, due terzi delle imprese intervistate (69%) si aspetta che questo nuovo approccio lavorativo possa influenzare positivamente la carriera a lungo termine delle donne, meno nel caso del mercato italiano (46%) o delle aziende francesi (54%). Questo entusiasmo globale viene rinforzato da un’aspettativa del (59%) dei manager che conferma come queste new-working practices abbiano permesso alle donne di avere un ruolo più importante all’interno della propria azienda. Inoltre, viene discusso di come il Covid-19 aumenti la pressione esterna degli stakeholders a mantenere una diversità nei leader, i risultati mostrano infatti un’aspettativa globale del 56%, comparato con le imprese italiane (35%) e quelle americane (65%).

Nonostante questo, le conseguenze derivanti dalla diffusione pandemica del Covid-19, come i maggiori sforzi in termini di tempo da dedicare ai figli per la didattica a distanza che vengono richieste alle donne, hanno contribuito a generare anche aspettative pessimistiche con il (45%) a livello globale vs (37%) delle imprese italiane che vede il Covid-19 aumentare questa disparità tra uomo e donna in ambito lavorativo.

Avendo discusso in precedenza di come è diventato sempre più importante avere una cultura inclusiva e sponsorizzare una diversità sul posto di lavoro, il report evidenzia le azioni intraprese dalle aziende per rispondere al Covid-19 e garantire questo fattore. Le interviste mostrano aspettative maggiori prevalentemente per quanto riguarda la promozione tra lavoro e vita privata sia (45%) a livello globale che (33%) in Italia e per creare un ambiente in cui tutti colleghi possano partecipare con idee e soluzioni ai problemi, con aspettative del 43% a livello globale e del 32% sul mercato italiano.

Dalle interviste svolte emergono le qualità preminenti che deve possedere un o una leader a livello globale sul lungo termine per contribuire alla creazione di un ambiente imprenditoriale più inclusivo che promuova maggiormente la diversità e la multidisciplinarietà: adattarsi al cambiamento (44% nel 2021 vs aspettativa del 49% nel 2030); essere Innovativi (43% nel 2021 vs 48% nel 2030) e migliorare l’equilibrio tra lavoro e vita privata (29% nel 2021 vs 33% nel 2030). A questo proposito, in una recente ricerca internazionale indipendente sul work life balance, il network Grant Thornton si è classificato al quarto posto assoluto nella categoria delle società di consulenza e revisione. In Italia la Ria Grant Thornton riveste da anni il ruolo di società partner tecnico per la rilevazione dei dati di imprese italiane innovative e di multinazionali che si sottopongono a valutazione da parte del Winning Women Institute per l’ottenimento della certificazione della parità di genere sulle azioni di valorizzazione del talento e del valore femminile in tutte le sue forme e processi interni ed esterni ” – conclude Guglielmetti.

 

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