Giovanni Marino e Tatiana Oldani hanno recentemente partecipato al Cultural Intelligence Leadership Programme (CLP) a Lisbona. In questa intervista raccontano ai microfoni di GTime la loro esperienza e le riflessioni maturate durante il percorso.
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Il Cultural Intelligence Leadership Programme (CLP) è stato progettato da Grant Thornton International Ltd per supportare i manager nello sviluppo del proprio capitale culturale e nel rafforzamento delle competenze necessarie per collaborare efficacemente in contesti internazionali e multiculturali. Il programma nasce in risposta alla crescente esigenza, emersa all’interno del nostro network, di potenziare le capacità collaborative e di favorire una leadership sempre più inclusiva e orientata al dialogo.

Ideato per sostituire l’Emerging Leadership Programme (ELP), il percorso si sviluppa nell’arco di quattro mesi e combina workshop virtuali, momenti di confronto e incontri in presenza. Attraverso questa formula, i partecipanti hanno l’opportunità di approfondire strumenti e metodologie utili a valorizzare le differenze culturali, promuovere una comunicazione efficace e costruire team capaci di collaborare oltre i confini geografici e organizzativi. L’obiettivo finale è quello di favorire la creazione di contesti di lavoro inclusivi, innovativi e ad alte prestazioni, in cui la collaborazione cross-border rappresenti un vero fattore di crescita e successo.

Per Grant Thornotn Italy erano presenti Giovanni Marino (Partner) in qualità di coach, e Tatiana Oldani (Payroll & Services Manager) in qualità di coachee, contribuendo attivamente alle attività del programma e confrontandosi con professionisti provenienti da diversi Paesi e contesti aziendali.

Di seguito condividiamo alcune delle loro impressioni e riflessioni sull’esperienza vissuta. 

LA RIFLESSIONE PERSONALE DI TATIANA OLDANI

Qual è stato il principale insegnamento che hai tratto da questa esperienza?

Il programma mi ha aiutato a comprendere quanto spesso interpretiamo i comportamenti degli altri attraverso il nostro punto di vista culturale. Ho imparato che ciò che può sembrare insolito o poco efficace non è necessariamente un problema di performance, ma può essere semplicemente il risultato di approcci, valori e modalità di lavoro differenti.

C’è uno strumento o un concetto che hai trovato particolarmente utile?

Sicuramente il modello D-I-E (Describe, Interpret, Evaluate). Mi ha colpito perché è estremamente pratico: invita a osservare una situazione, considerare diverse possibili interpretazioni e solo successivamente formulare un giudizio. È un approccio che aiuta a ridurre i fraintendimenti e a gestire meglio le relazioni professionali.

In che modo il programma ha influenzato il tuo stile di leadership?

Mi ha portato a riflettere maggiormente sull’importanza dell’ascolto e dell’adattamento. Essere leader non significa trattare tutti nello stesso modo, ma comprendere le diverse prospettive e creare le condizioni affinché ogni persona possa contribuire al meglio. Oggi sono ancora più consapevole del valore della flessibilità nella comunicazione e nella gestione dei team.

Quale aspetto ritieni particolarmente rilevante nel contesto internazionale di Grant Thornton?

Lavoriamo ogni giorno con colleghi e clienti provenienti da Paesi, culture e contesti diversi. Sviluppare la Cultural Intelligence significa migliorare la collaborazione, costruire relazioni più solide e affrontare le differenze come un’opportunità di crescita piuttosto che come un ostacolo.

Se dovessi riassumere il programma in una frase, quale sceglieresti?

La frase che porto con me è: “Non dare per scontato, cerca di capire.” Credo rappresenti perfettamente lo spirito del percorso: mantenere curiosità, apertura mentale e capacità di adattamento per lavorare in modo più efficace con persone diverse da noi.

 

IL PUNTO DI VISTA DI GIOVANNI MARINO 

È stata una bellissima esperienza partecipare al nostro Cultural Intelligence Leadership Programme di Lisbona. L’iniziativa internazionale ha riunito circa 100 manager e senior manager delle nostre member firms con l’obiettivo disviluppare le loro leadership skills e le competenze cross culturali. In qualità di Coach ho avuto modo di supportare un gruppo di colleghi provenienti da diversi paesi (Cina, UK, Germania, Francia, Malta, Portogallo) che in un contesto dinamico e multiculturale hanno partecipato ad attività di networking e team building. Il programma è stato una eccellente opportunità per rappresentare Grant Thornton Italy con entusiasmo, entrare in contatto con i nostri talenti da tutto il mondo e trasmettere uno stile di leadership coerente con i valori della nostra organizzazione. Grazie alla condivisione delle esperienze e alla costante interazione tra i partecipanti, si è creato un ambiente coinvolgente e positivo che ha portato persone provenienti da Paesi diversi a condividere idee, spazi e modelli di lavoro innovativo. Consiglio a tutti di fare questa esperienza, sia come Coach che come Coachee, che per me è stata unica oltre a permettermi di visitare Lisbona e immergermi nella cultura portoghese.