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GTime ha intervistato il prof. Mario La Torre, Ordinario di Sustainable Finance and Impact Banking presso l’Università La Sapienza, chair del Comitato Scientifico della SIIIC Conference 2026, tenutasi ad Amburgo il 22 e 23 gennaio.

La collaborazione tra Grant Thornton e l’Università La Sapienza di Roma rappresenta un elemento di grande valore strategico, fondato sulla volontà condivisa di creare un ponte solido tra formazione accademica e realtà professionale. Attraverso diverse iniziative congiunte, puntiamo a contribuire allo sviluppo di competenze sempre più in linea con le esigenze del mercato, favorendo al contempo la crescita personale e professionale degli studenti e dei giovani laureati. Un aspetto centrale di questa collaborazione è il sostegno alla ricerca accademica, ritenuta fondamentale per interpretare e anticipare le evoluzioni del settore bancario e finanziario. In questo contesto, attribuiamo particolare importanza alla partecipazione e al supporto delle principali conferenze promosse dal Dipartimento, quali la Sustainable and Impact Investments International Conference (SIIIC) e la Compliance and Strategy in International Banking Conference, che rappresentano momenti di confronto qualificato tra accademici e professionisti su tematiche di grande attualità. Questa sinergia consente di generare un impatto concreto, favorendo lo scambio di conoscenze, la diffusione di best practice e la promozione di una cultura orientata all’innovazione, alla sostenibilità e alla qualità della ricerca. Angelo Giacometti, Partner Grant Thornton Italy
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Mario, ci descrivi come si colloca la SIIIC nel panorama delle conferenze sulla sostenibilità? 

La Sustainable and Impact Investments International Conference nasce su iniziativa dell’Università La Sapienza di Roma che ha intuito come il tema della finanza sostenibile sarebbe emerso quale prospettiva centrale del dibattito e della ricerca di settore, come pure dell’operatività dei player finanziari. Già dalla prima edizione del 2017, la SIIIC si configura come un appuntamento internazionale con l’obiettivo di mettere a sistema le università ed i ricercatori attivi nel campo della finanza ESG. L’accelerazione ai temi della sostenibilità imposta dal legislatore europeo ha fatto emergere velocemente un considerevole numero di appuntamenti sul tema, ma la SIIIC si è sempre contraddistinta per un network internazionale e oggi la SIIIC può vantare un nucleo di 7 università promotrici, coordinate dal Joint Research Center della Commissione Europea, e di altre numerose università che collaborano attivamente tramite i diversi organi della conferenza, a partire dal Comitato Scientifico.   
 

Per l’edizione 2026 tenutasi ad Amburgo, Grant Thornton ha sponsorizzato i best paper awards dedicati ai migliori tre paper presentati alla conferenza selezionati dal Comitato Scientifico. Quali sono i tre paper vincitori e perché sono stati premiati?  

Il Comitato Scientifico della Conference ha selezionato tre paper tra gli oltre 150 lavori presentati durante i due giorni di lavoro. Non è stato semplice, pertanto, individuarne solo tre. Il Comitato si è orientato valutando prioritariamente la rilevanza della prospettiva di ricerca, l’innovazione metodologica e la significatività dei risultati in ragione dei temi più dibattuti tra quelli riferiti all’integrazione dei fattori ESG nei business aziendali. 
 
Il primo premio è stato attribuito al paper intitolato Engagement or Selection? Institutional Ownership and Biodiversity Incidents di Marwin Mönkemeyer (University of Cambridge, Cambridge Judge Business School). Il lavoro mostra con chiarezza come il rischio di biodiversità non sia solo un tema etico-ambientalista ma risulti anche rilevante rispetto agli impatti economici a livello macro e micro; l’analisi, inoltre, pone in evidenza come la presenza di investitori istituzionali, con una visione di lungo periodo, possa contribuire concretamente a ridurre l’incidenza di futuri eventi avversi legati alla perdita di biodiversità.  Clicca qui per ascoltare il racconto dell'autore.
 
Il secondo premio è andato al paper The Vanishing Greenium: Machine Learning Evidence on Pricing in the Primary Market for Corporate Bonds and ESG Correlations di Àlvar Cuevas i Fajardo, Jorge Pérez-Martín, Inmaculada Pra-Martos e Raquel Arguedas-Sanz (UNED). Il contributo è stato apprezzato per aver evidenziato come il cosiddetto “greenium” nel mercato dei green bond non rappresenti un vantaggio scontato e consolidato, ma un elemento fortemente influenzato dalle condizioni macroeconomiche che intercettano l’emissione. Il paper, dunque, mette in guardia i potenziali emittenti nell’assumere un atteggiamento prudenziale rispetto all’aspettativa di realizzare uno sconto sul costo del debito per la sola circostanza di ricorrere ad un bond verde. Clicca qui per ascoltare il racconto dell'autore.
 
Il terzo premio è stato assegnato al paper Sustainability Disclosure on Scope 3 Greenhouse Gas Emissions: Evidence from Oil and Gas Producers di Fabiola Schneider e Andreas Hoepner (University College of Dublin) insieme e Agus Harjoto (Pepperdine University). Il paper è stato premiato per aver evidenziato come la disclosure delle emissioni Scope 3 da parte delle imprese debba essere valutata con la dovuta attenzione; l’analisi, infatti, dimostra come, laddove non accompagnata da una strategia credibile di transizione, la discolsure di questo specifico KPI riferito alle emissioni di CO2 può essere interpretata dal mercato come indicatore di una maggiore esposizione al rischio climatico. Il suggerimento agli operatori è, dunque, quello di non limitarsi alla disclosure delle mere metriche quantitative per rendere il mercato maggiormente consapevole dell’effettivo percorso di transizione dell’impresa dichiarante. Clicca qui per ascoltare il racconto dell'autore.
 
Nel loro insieme, i tre lavori sono stati premiati perché affrontano nodi cruciali della finanza sostenibile contemporanea (biodiversità, mercato dei titoli green, disclosure e rischio climatico), con analisi empiriche solide, risultati originali e implicazioni concrete per operatori, investitori e policymaker. 
 

Oltre ai temi trattati dai singoli paper vincitori, ne intravedi altri che secondo te potranno assumere rilevanza nel processo di transizione sostenibile delle imprese nel prossimo futuro? 

In effetti, come dicevo, non è stato semplice selezionare tre paper poiché molte altre prospettive di ricercano hanno sicura rilevanza. Ne voglio citare solo un paio a titolo d’esempio; alcuni lavori hanno centrato l’attenzione su sviluppo sostenibile e sistemi sanitari, con le dovute ricadute sul benessere e la salute dei cittadini; è una prospettiva d’impatto sociale che assume rilevanza drammatica, soprattutto in ragione delle sempre minori risorse a disposizione della sanità pubblica. È difficile spiegare come si possa conciliare la sostenibilità sociale con un dibattito europeo che guarda ad un programmato aumento delle spese in armamenti nella contestuale difficoltà dei Paesi membri ad assicurare un welfare state essenziale. In termini più generali, una seconda prospettiva che merita attenzione da parte di tutti gli attori coinvolti è quella del rischio di greenwashing; il diffondersi della disclosure ESG imporrà nei prossimi mesi, di misurare con cura quanto si andrà a comunicare al mercato sui temi della sostenibilità; ciò varrà anche per le aziende di minori dimensioni non soggette a dichiarazioni obbligatorie ma spinte dal mercato stesso a rendicontare. La normativa di riferimento definisce il perimetro delle casistiche di greenwashing; in questo contesto, per le imprese non si tratta solo di rendicontare quello che si è effettivamente realizzato o si intende realizzare, ma piuttosto di prestare attenzione allo stile ed al wording della propria comunicazione in modo da ridurre al minimo gli spazi di interpretazione strumentale delle proprie azioni. In uno scenario in cui la sostenibilità diventa anche leva competitiva, il rischio di sanzioni e di conseguente perdita di reputazione sarà una dei campi più sfidanti della transizione ESG nei prossimi anni. 
 

Per chiudere la nostra conversazione, ti posso chiedere qualche notizia in anteprima sulla prossima edizione della Sustainable and Impact Investments International Conference? 

Non posso svelare molto; posso dire che, terminata l’edizione di Amburgo ci siamo messi subito al lavoro per quella successiva; ci saranno conferme e novità; per adesso, sono felice di annunciare che festeggeremo il decimo anniversario della nostra conferenza in una città ed in un Paese che amo molto e che è molto attivo sul piano della sostenibilità: sarà Madrid ad ospitare la SIIIC 2027.