Forum Unlock China

Unlock China, il Forum per strategie e prospettive di investimenti per le imprese

GRANT THORNTON: Il forum Italia – Cina a Bologna per fare il punto e condividere strategie, opportunità e rischi per le imprese grazie alle esperienze di successo di imprenditori, esperti italiani, cinesi e internazionali in consulenza strategica, audit, legale, corporate e fiscale, rappresentanti delle istituzioni da Simest alla Confindustria Fondo investimento estero specializzato in investitori cinesi, alle Camere di Commercio Italiane in Cina.

Bologna, 5 giugno. Grant Thornton, con il patrocinio della Camera di Commercio Italia Cina, ha organizzato il forum “Unlock China: Opportunità e business fra Italia e Cina” presso FICO Eataly World.

Durante il forum oltre 100 tra imprenditori, manager, professionisti di imprese italiane e cinesi che hanno avuto la possibilità di conoscere le più recenti iniziative messe in atto dalle istituzioni italiane per agevolare e sostenere gli investimenti all’estero ed in particolare nell’area asiatica, assistere alla presentazione di best practices da parte di aziende che da anni operano con successo nel mercato cinese, esplorare e approfondire possibilità di partnership con fondi di investimento specializzati o di apertura dei propri capitali a imprese cinesi, avere momenti di confronto con esperti cinesi, italiani e internazionali in consulenza strategica, audit, legale, corporate e fiscale.

Con uno sguardo rivolto al 2020 (anno del 50° anniversario delle relazioni diplomatiche e anno conclusivo del 13° programma di sviluppo socio-economico cinese), Italia e Cina intendono rafforzare il proprio partenariato strategico globale approfondendo le collaborazioni concrete nei settori di prioritario e reciproco interesse. Gli ultimi tre anni hanno registrato un importante approfondimento degli scambi di visite, anche al più alto profilo istituzionale.

 “Il forum rappresenta un’occasione importante nella quale condividere strategie e prospettive concrete di collaborazione fra i due Paesi” – AFFERMA SONIA LENZI PARTNER DI GRANT THORNTON FINANCIAL DUE DILIGENCE – “conoscere rischi e opportunità, consolidare le relazioni e dare visibilità a importanti iniziative in essere tra imprese italiane e cinesi, volte ad alimentare la cooperazione industriale e commerciale bilaterale.

Tra i relatori presenti varie istituzioni dal Simest alla Confindustria, a Bank boutique specializzate in investitori cinesi, ai rappresentanti delle Camere di Commercio Italiane in Cina oltre ad esperti cinesi, italiani e internazionali in consulenza strategica, legale, corporate e fiscale.

Perché partecipare ad un forum sulla Cina? Mentre gli Usa sembrano nel breve periodo voler chiudersi e rappresentano un mercato saturo per diversi settori produttivi, la Cina si appresta ad aprire maggiormente il suo mercato agli investimenti dall’estero. Progetti imponenti quali lo “One Belt One Road”, hanno infatti l’obiettivo di fare della Cina il punto di riferimento per le rotte commerciali terrestri e marittime.  La Cina rappresenta la seconda economia mondiale, contribuendo negli ultimi 5 anni a oltre il 30% del tasso di crescita globale, con una crescita delle importazioni pari al 15.9%, crescita economica pari al 6.6% nel 2018, Lo sviluppo industriale ha successivamente innescato la crescita del settore dei servizi, tanto che dal 2013 il settore terziario è diventato il principale contribuente al PIL cinese. 

“Le riforme economiche hanno portato ad un mercato composto da oltre un miliardo di potenziali consumatori, con una capacità di spesa crescente e con nuovi bisogni da soddisfare, come ad esempio nei servizi e prodotti di lusso” – CONTINUA ALESSANDRO GRASSETTO PARTNER DI BERNONI GRANT THORNTON. “Ad oggi, l’offerta è inferiore alla domanda. Ciò rappresenta una grande opportunità di sviluppo per i fornitori internazionali di beni di fascia medio-alta. Sono previsti incentivi a livello fiscale ed aliquote d’imposta agevolate per le iniziative imprenditoriali nelle regioni interne e occidentali della Cina, rispetto alle aree costiere. Le aliquote agevolate sono inoltre previste per le società innovative e con una forte componente tecnologica, che vengono riconosciute con un’apposita licenza che certifica il loro status di high tech enterprise”.

 La presenza commerciale dell’Italia in Cina continua tuttavia ad essere marginale se paragonata ad altri Paesi europei come Germania e Francia, dovuta principalmente ad una mancanza di una pianificazione comune in grado di facilitare l’ingresso sul mercato cinese.

 Il Governo cinese promuove e incoraggia investimenti stranieri nei settori caratterizzati da elevata innovazione e con un basso impatto a livello ambientale e sociale. Tra i settori più stimolati vi sono i prodotti ad elevata tecnologia e le attrezzature e macchinari industriali ad alto grado di innovazione e energie rinnovabili. Verrà altresì reso possibile l’ingresso di capitali esteri su settori sensibili quali finanza, telecomunicazioni, servizi medici, educazione, salute, assistenza agli anziani e veicoli alimentati da fonti di energia alternative. Per il 2025 si punta ad avere pariteticità piena tra imprese cinesi e straniere.

 “Attenzione, però, a non sottovalutare, nella strategia di internazionalizzazione, le difficoltà e gli incidenti di percorso” – CONCLUDONO LENZI E GRASSETTO DI GRANT THORNTON. “Le aziende che si espandono fuori dal proprio Paese devono affrontare una serie di sfide legate alle differenze linguistiche, sociali, culturali e normative e questo discorso vale tanto più per la Cina, occorre affidarsi a consulenti esperti che operino localmente ma abbiano esperienza internazionale, come nel caso del network Grant Thornton presente in 24 città cinesi, oltre 220 partner e 5000 professionisti tra revisori e consulenti in advisory e tax esperti nel supportare i business italiani in Cina e viceversa. In una nazione antica e complessa come la Cina bisogna fare i conti innanzitutto con un sistema giuridico eterogeneo e frammentato, che cambia nel tempo e impone alle aziende che vi operano un costante aggiornamento”.

I principali rischi di investire in Cina sono: un sistema burocratico e amministrativo piuttosto complesso, che può variare anche tra località differenti, la scarsa trasparenza e tutela della proprietà intellettuale, ambiti nel quale la Cina, le differenze culturali e nel modo di condurre le attività, che devono essere comprese dall’investitore straniero.

Perché FICO Eataly? FICO rappresenta una vetrina dell’eccellenza italiana dell’agroalimentare, peraltro uno dei settori considerati strategici dal governo cinese ed è una realtà molto attenta al mercato asiatico. Infatti a fine aprile ha siglato un accordo tra Fico Eataly World e Totfree di GlobeTech Plus Limited, piattaforma dei servizi al turismo cinese specializzata sul mercato Made in Italy.

La Regione Emilia Romagna in generale è attenta al mercato cinese con l’aereporto di  Bologna certificato “Welcome Chinese”, diventando la prima città in Italia a firmare un protocollo d’intesa per avvicinare la Cina al capoluogo emiliano sia dal punto di vista turistico che economico e commerciale e quello di Rimini che ha ricevuto la prestigiosa certificazione Quality Service Certification – QSC da parte delle più importanti autorità governative della Cina che prevede, tra le altre attività di promozione dell’aeroporto da sviluppare sul mercato cinese, per incentivare sia i tour operator sia i singoli passeggeri a selezionare ed utilizzare lo scalo di Rimini nella programmazione dei propri viaggi. Luogo dove da anni si svolge il forum di Grant Thornton su formazione, economia, imprese virtuose e terzo settore con i leader delle istituzioni, ceo di aziende e protagonisti del terzo settore e il cui successo è reso possibile grazie alla partecipazione e passione della comunità aziendale delle 400 persone che lavorano nelle varie società del network  Grant Thornton in Italia.